COMUNICATO STAMPA – 16.04.2020

Emergenza coronavirus, ma anche Privacy. Dopo la denuncia dei 500mila account venduti sul dark web, i consigli utili di MDC per teledidattica e smart working in sicurezza.

Dopo aver denunciato martedì scorso per primi in Italia il furto di oltre 500mila account del programma di videoconferenze Zoom messi in vendita sul Dark Web dal 1° aprile, con tanto di email password e URL meeting degli utenti, il Movimento Difesa del Cittadino torna su come difendere i propri dati personali sul web, soprattutto nell’uso ormai quotidiano legato all’emergenza coronavirus.

<<smart working e teledidattica, con relativi software, sono strumenti utili ed ormai insostituibili per milioni di lavoratori e studenti, ma è importante saperli usare correttamente per difendere i tantissimi dati personali che rischiamo di regalare ad hacker e truffatori, che li useranno contro di noi” non usa mezzi termini Francesco Luongo, Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino, che sottolinea come oltre la metà della popolazione italiana non ha competenze digitale di base, come rilevato da una ricerca della Commissione Europea nel 2019 (DESI 2019).

Ecco perché l’Associazione di consumatori ha deciso di redigere un piccolo vademecum di regole da seguire dedicato ai consumatori grandi e piccoli che utilizzano ogni giorno il pc per lavorare e studiare, anche attraverso videochat:

1)   Proteggere il proprio account con una password complessa e possibilmente un sistema di autenticazione a due fattori, con l’invio di un sms sul proprio cellulare o un messaggio sulla e-mail previsti di default da tutti programmi più utilizzati.

2)   Scaricare i software di videoconferenza direttamente dai siti ufficiali e dai negozi virtuali di app certificati come Google Play Store o App Store per IPhone e IPad o Mac

3)   Se si usa il programma Zoom ricordate che, oltre all’account, esiste un ID Personale (PMI) che non va condiviso assolutamente con estranei o pubblicato sui social network, ma esclusivamente con coloro che partecipano alla videoconferenza e per sicurezza modificate la password se il programma è stato attivato prima del 1° aprile.

4)   Tutti i programmi di videochat permettono la condivisione dello schermo e gli hacker possono facilmente prendere il controllo della videocamera e del microfono con appositi malware; è importante avere un programma antivirus e malware sempre aggiornato ed in grado di rilevare queste minacce e quando non necessario disabilitare webcam e microfono spesso lasciati accesi anche dopo la riunione.

5)   Proteggere la propria chat audio o video con una password apposita ed evitare di pubblicizzarla sui social per evitare l’intrusione di estranei o peggio di hacker “ZoomBombing”.

6)   Evitare di installare APP che aggiungono servizi o effetti alle videoconferenze se non utili e verificate dal proprietario della piattaforma che le include nei propri Add on consigliati.

Movimento Difesa del Cittadino

Ufficio Stampa e Comunicazione

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