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Sentenza n. 37879.09

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI ROMA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

IL GIUDICE DI PACE DI ROMA

Sezione II

 

nella persona del dott. Tommaso Dambruoso, ha pronunciato la seguente

 

SENTENZA

 

nella causa iscritta al n. 13318 del Ruolo generale affari contenziosi dell'anno 2008

 

promossa da

 

XXXXXXXXXX, elettivamente domiciliato in Roma, viale Libia 138 presso lo studio della dott.ssa XXXXXXXXXXX, che lo rappresenta e difende per procura in calce al ricorso

 

opponente

 

contro

 

Prefettura di Roma in persona del Prefetto p.t., con delega per la tutela giudiziaria ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 205 c.d.s., al Comune di Roma, in persona del Sindaco p.t. on. Giovanni Alemanno, rappresentato e difeso dal funzionario delegato dott. Pasquale Pelusi, per delga alle liti del 03.06.2008 ed elettivamente domiciliato presso l'Avvocatura Comunale in Roma, via del Tempio di Giove n. 21

 

opposta

 

avente ad oggetto: opposizione a ordinanza-ingiunzione (art. 22 L. 689/81).

All'udienza del g. 21 novembre 2008 il ricorso era deciso come da dispositivo, di cui veniva data lettura nella stessa pubblica udienza.

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

 

Con ricorso a questo giudice di pace, presentato in data 08.02.2008, XXXXXXXXXX ha proposto nei confronti della Prefettura-U.T.G. di Roma opposizione, ai sensi dell'art. 22 L. n. 689 del 1981, avverso l'ordinanza ingiunzione n. 91070013185 in data 6.11.2007, notificata il 12.01.2008, con cui veniva deciso il ricorso amministrativo presentato contro il verbale di accertamento di violazione n. 13060628402 del 2.04.06, elevato dalla Polizia Municipale di Roma a carico del ricorrente, intestatario del veicolo Opel Astra tg. XXXXXX per la violazione all'art. 7/9-14 del D.Lgs. 30/04/1992 n. 285 (accedeva nella zona a traffico limitato senza la prevista autorizzazione).

Deduce il ricorrente, quali motivi di impugnativa, la tardività nell'emissione della ordinanza, la violazione dell'art. 201 c.d.s. per la tardiva notificazione del verbale, difetto di motivazione dell'ordinanza ingiunzione, per cui insiste per l'annullamento.

Si costituiva il Comune di Roma, sollevando la solita questione del difetto di legittimazione. All'udienza del g. 21 novembre 2008 compariva il difensore del ricorrente, che all'esito della discussione concludeva come in atto introduttivo ed il giudice decideva la causa come da separato dispositivo, di cui dava lettura nella stessa pubblica udienza.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

 

Sull'eccezione di difetto di legittimazione del Comune, deve rilevarsi come la stessa non ha fondamento, considerato che a chiare lettere nel provvedimento impugnato all'ultimo capoverso si legge: Ai sensi dell'art. 205 del c.d.s. per l'eventuale giudizio di opposizione al presente atto la relativa tutela giudiziaria è delegata all'Amministrazione destinataria dei proventi ex art. 208 stesso codice, presso la cui sede principale l'U.T.G. di Roma è elettivamente domiciliato. Se così è, ferma la legittimazione passiva della Prefettura dal punto di vista sostanziale, il Comune è stato invitato a trasmettere gli atti nella veste di rappresentante e difensore della stessa Prefettura, quindi sussiste in capo allo stesso la legittimazione c.d. processuale.

Esaminato il primo motivo di ricorso (tardività dell'emissione dell'ordinanza), va affermata la fondatezza dell'eccezione mossa dal ricorrente.

Ed infatti ai sensi dell'art. 204 c.d.s. (D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285), come introdotto con D.L. 27 giugno 2003, n. 151 convertito, con modificazini, dalla legge 1° agosto 2003, n. 214, il termine, previsto dalla stessa norma per l'emissione dell'ordinanza ingiunzione da parte del Prefetto, è di gg. 120 dalla presentazione del ricorso, cui devono aggiungersi 30 gg. per la richiesta da parte del Prefetto di controdeduzioni al Comando degli agenti accertatori, ed entro 60 giorni, necessari a quest'ultimo Comando per rispondere. In tutto, quindi, gg. 210.

Poichè il ricorso amministrativo al Prefetto è stato presentato in data 19.09.2006 con invio al Comando di Polizia Municipale, la decisione presa in data 06.11.2007 è certamente tardiva rispetto ai 180 giorni previsti nella specie (ricorso presentato ai Vigili, 60 gg. per inviare gli atti al Prefetto, 120 gg. perchè il Prefetto decida).

Per semplicità di calcolo, soltanto fino al 31 marzo 2007 a partire dal 19.09.2006, risultano passati giorni 193.

E' vero che il ricorrente aveva richiesto l'audizione personale, ma il comma 1-ter dell'art. 204 c.d.s. prevede che in questo caso "il termine di cui al comma 1 si interrompe con la notifica dell'invito al ricorrente per la presentazione all'audizione". Sta di fatto che nella fattispecie l'invito è arrivato in data 21.05.2007 quando il termine per la decisione era già scaduto.

Dichiarato l'assorbimento degli altri motivi di ricorso, l'opposizione va accolta, mentre per le spese di giudizio si provvede, tenendo conto dle petitum, nonchè dell'effettiva attività difensiva svolta.

 

P.Q.M.

 

Il Giudice di pace di Roma, sezione seconda, definitivamente pronunciato, così provvede:

accoglie il ricorso ed annulla il provvedimento impugnato. Condanna la Prefettura di Roma come rappresentata al pagamento delle spese di giudizio, che liquida in complessivi € 130,00 di cui 5,00 per spese, € 75,00 per diritti ed € 50,00 per onorari.

Sentenza esecutiva come da legge.

Così deciso in Roma in data 21 novembre 2008

 

IL GIUDICE DI PACE

dott. Tommaso Dambruoso

 

 

 

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