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Sentenza n. 24.2010

 

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Il Giudice Monocratico del Tribunale di Bari, seconda sezione civile, dr. Achille Bianchi, ha pronunziato la seguente

 

SENTENZA

 

nella causa civile di secondo grado iscritta al n.11954/2005 R.G. Aff. Cont, riservata all'udienza del giorno 13 maggio 2009 e vertente

 

TRA

 

L. F.,

ATTORE

 

CONTRO

 

SESIT Puglia s.p.a. oggi E.Tr. - Esazione Tributi s.p.a., in persona del legale rappresentante pro-tempore,

CONVENUTO

 

OGGETTO

Opposizione all'esecuzione mobiliare.

 

CONCLUSIONI

I procuratori delle parti chiedono e concludono: come da foglio di precisazione delle conclusioni.

 

FATTO

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di opposizione all'esecuzione del 24/11/2005 L. F. chiedeva, previa sospensione dell'esecuzione intrapresa in proprio danno dalla SESIT Puglia s.p.a. nel procedimento n.5436/05, di dichiarare non dovuti i crediti esattoriali di cui agli avvisi di intimazione (omissis) in quanto prescritti (per mancata interruzione del decorso del termine quinquennale) nonché per la omessa notifica delle cartelle esattoriali prima della notifica dei suddetti avvisi e conseguentemente dichiarare nulli ed inefficaci l'azione esecutiva e l'atto di pignoramento eseguito nei propri confronti presso la Direzione Generale del Tesoro.

Costituitasi all'udienza del 20/2/2006, la Concessionaria del Servizio Riscossione eccepiva l'inammissibilità della domanda (in quanto preclusa dal disposto dell'art.57 D.P.R. 602/1973) e chiedeva il rigetto dell'opposizione, invocando la condanna alle spese dell'opponente.

Con ordinanza del 16/8/2006 il Giudice ritenuta l'ammissibilità dell'opposizione, in quanto l'azione esecutiva era inerente anche sanzioni amministrative e non solo tributi, vista la mancata produzione delle cartelle esattoriali poste alla base dell'azione, sospendeva l'esecuzione e rinviava le parti al merito. La causa veniva riservata per la decisione sulle conclusioni formulate dai procuratori delle parti all'udienza del 13 maggio 2009, nel corso della quale sono stati concessi i termini previsti dall'art.190 c.p.c.

 

DIRITTO

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

In primo luogo deve osservarsi che l'azione esecutiva è stata avviata sia per la riscossione di tributi sia per la riscossione di sanzioni amministrative ed è pertanto ammissibile l'opposizione presentata dalla L. in quanto l'art.57 del dpr. n.602/'73, come modificato dal d.lg. n.46/'99, invocato dall'opposta, prevede l'inammissibilità dell'opposizione all'esecuzione esclusivamente in relazione ai crediti tributari.

L'eccezione d'inammissibilità è dunque priva di fondamento.

L'opponente ha eccepito in primo luogo la prescrizione del diritto alla riscossione dei tributi non avendo la Sesit (oggi ETR) allegato agli atti le cartelle esattoriali regolarmente notificate.

La Sesit (oggi ETR), non è stata in grado di produrre la prova di aver ritualmente e tempestivamente notificato le cartelle esattoriali poste a fondamento dell'esecuzione ed ha prodotto copia degli avvisi di intimazione e di mora sopra indicati tutti notificati nel 2005, ed ha sostenuto che, in virtù del disposto dell'art. 26 D.P.R. 602/73, il concessionario aveva onere di conservare tale documentazione per soli cinque anni e che pertanto non era tenuto a conservare e conseguentemente ad esibire in giudizio la prova di tale notifica. Inoltre l'opposta ha sostenuto che la L. avrebbe dovuto esperire la propria opposizione fin dai primi atti esecutivi alla stessa notificati, (inclusa la notifica dell'avviso di mora o di intimazione) e che, non avendolo fatto entro i cinque giorni previsti dalla legge (art.617 c.p.c. nel testo vigente all'epoca) era decaduta dal proprio diritto di proporla. Infine, la SESIT (oggi ETR), ha concluso sostenendo l'erroneità della tesi dell'opponente relativamente al decorso del termine quinquennale della prescrizione (in quanto ha sostenuto l'applicabilità del termine decennale di prescrizione) e di avere, attraverso la notifica degli avvisi già richiamati (avvenuta nel 2005), interrotto il decorso del termine e pertanto di avere il diritto al recupero del credito vantato. L'opposizione è fondata. Manca infatti la prova del titolo presupposto per poter procedere all'esecuzione, vale a dire l'avvenuta notifica della cartella esattoriale.

Infatti di fronte alla contestazione dell'opponente, la creditrice Sesit (oggi ETR) non è stato in grado di documentare la notifica delle cartelle esattoriali nei termini di legge e pertanto non pué né dimostrare di avere un titolo esecutivo idoneo e neppure, quindi, può eccepire la mancata tempestiva opposizione della L., in assenza di certezze sulla sussistenza dell'atto presupposto.

In secondo luogo va osservato che, persino nell'ambito di alcuni degli avvisi di mora sopra indicati, manca l'indicazione della data di avvenuta notifica della cartella con la conseguente impossibilità di individuare il titolo sul quale si fondano gli avvisi di mora notificati.

Peraltro di nessun pregio è l'argomentazione dell'opposta che invoca il proprio obbligo di conservazione della documentazione per soli cinque anni ex art. 26 D.P.R. 602/73, dal momento che tale previsione normativa non può comportare un'esenzione dall'onere probatorio di dimostrare di aver effettivamente notificato la cartella (onere di certo ricadente sull'amministrazione in base ai principi generali).

Alla luce della mancanza del titolo esecutivo deve ritenersi nullo anche l'avviso di mora e deve dichiararsi (l'inefficacia e) la nullità dell'azione esecutiva e del pignoramento intrapresi dall'opposta.

Sulla scorta delle precedenti considerazioni non appare necessario soffermarsi ad evidenziare la non accoglibilità dell'eccezione formulata dall'opposta in relazione alla tardività della opposizione (in quanto si tratta di opposizione all'esecuzione e non di opposizione agli atti esecutivi) e l'erroneità della tesi, pure propugnata dall'opposta, relativa alla prescrizione decennale dei crediti tributari posti a base della procedura esecutiva in oggetto (tutti invece soggetti a prescrizione quinquennale). Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate d'ufficio in assenza di nota specifica.

 

P.Q.M.

 

Il Giudice, definitivamente pronunciando sull'opposizione proposta da L. F., con atto di opposizione del 24/11/2005, nei confronti della Sesit Puglia s.p.a., ora Equitalia ETR s.p.a., in persona del legale rappresentante protempore, così provvede:

1)accoglie l'opposizione e, per l'effetto, dichiara la nullità dell'azione esecutiva disponendo conseguentemente lo svincolo delle somme pignorate; 2) condanna l'ETR s.p.a. (già SESIT s.p.a.) in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, al rimborso delle spese processuali in favore dell'attore, liquidate in complessivi euro 1.978,00, di cui euro 178,00 per esborsi, oltre spese generali, nonché iva e cpa se e come per legge dovuti.

Bari, 14/12/2009

Giudice Achille Bianchi

 

 

 

 

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